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Trump: 'Non mi scuso con il Papa'. Leone XIV: 'Non ho paura di lui'

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Il presidente americano conferma quanto detto su Papa Leone XIV e rifiuta di scusarsi: "Ha detto cose che sono sbagliate" ha detto ribadendo che il Pontefice è "debole" sul crimine. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è Maga. Non voglio un Pontefice che ritenga accettabile l'Iran con l'arma nucleare". Leone risponde: "Continuerò a parlare di guerra"

Uno scontro che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato impensabile prende forma nelle parole durissime del presidente degli Stati Uniti, rafforzate da quelle pronunciate dal suo vice, contro il Pontefice. Trump ha attaccato frontalmente Papa Leone, primo americano a salire al Sacro Soglio nella storia della Chiesa cattolica, aprendo una frattura senza precedenti nei rapporti tra Washington e il Vaticano. Il capo della Casa Bianca, mentre si trovava a bordo dell'Air Force One di ritorno dalla Florida, ha affidato a un lungo messaggio pubblicato su Truth Social un giudizio estremamente critico nei confronti del pontefice. Nel post, Trump ha descritto Leone come "debole sul fronte della criminalità" e "pessimo in politica estera", utilizzando toni che segnano un'escalation rara nei rapporti tra potere politico statunitense e autorità religiosa.

Rispondendo poi a una domanda dei giornalista alla Casa Bianca, Trump ha rifiutato di scusarsi: "Non c'è nulla di cui scusarsi" con il Papa: "Ha detto cose che sono sbagliate" e ha ribadito che il Pontefice è "debole" sul crimine. Poi ha aggiunto: "Papa Leone ha detto cose sbagliate. Era molto contrario a quello che sto facendo riguardo all'Iran, e non si può avere un Iran con nucleare. Papa Leone non sarebbe contento del risultato finale. Ci sarebbero centinaia di milioni di morti, e questo non accadrà. Quindi non posso, penso che sia molto debole sulla criminalità e su altre questioni". "Sapete, suo fratello è un grande sostenitore di Maga, ed è una brava persona, Louis, e ho detto che preferisco Louis al Papa. Ora, nel nostro Paese ci devono essere legge e ordine, ed è quello che abbiamo ora. Abbiamo i tassi di criminalità più bassi che abbiamo avuto da molto tempo, nonostante il fatto che a molti criminali sia stato permesso di entrare nel nostro Paese, ma ne abbiamo portati fuori molti. Abbiamo fatto un ottimo lavoro sulla criminalità. Abbiamo il tasso di omicidi più basso degli ultimi 125 anni, dal 1900. Crediamo fermamente nella legge e nell'ordine, e lui sembrava avere un problema con questo, quindi non c'è nulla di cui scusarsi. Ha torto. L'altra cosa è che non gli piaceva quello che stiamo facendo nei confronti dell'Iran, ma l'Iran vuole diventare una nazione nucleare per poter sterminare il mondo. Non succedera'", ha aggiunto.

Inoltre, in merito all'immagine pubblicata su Truth, e poi rimossa, nella quale lo si vedeva con le sembianze di Gesù mentre benediceva qualcuno, ha dichiarato che questa lettura è un'invenzione dei media "fake news". "Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri", ha chiarito. 

Leone: XIV: "Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra"

Il Papa, impegnato da oggi in un viaggio in Africa di 10 giorni, ha risposto ai media dicendo di non aver "paura dell'amministrazione Trump", specificando di parlare "del Vangelo" e che quindi continuerà a schierarsi "ad alta voce contro la guerra". Poi ha aggiunto: "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui". "Non sono un politico", ha continuato, "parlo del Vangelo" secondo il quale "bisogna costruire la pace. Smettiamola con le guerre!". Leone XIV ha insistito sul "dialogo" e sulla "relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c'è una via migliore". 

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Il presidente Usa sul Papa: "Preferisco suo fratello Louis, è Maga"

Il presidente Usa contro il Pontefice ha detto anche: "Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha incalzato, riferendosi alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto", ha insistito Trump, accusando Papa Leone di "ritenere accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare". 

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"Non voglio un Pontefice che sia contro l'attacco degli Usa al Venezuela"

"Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti", ha attaccato ancora il tycoon. "E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia". Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell'elezione di Louis Prevost a pontefice: "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano". 

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"Atteggiamento di Leone troppo debole davanti a criminalità e armi atomiche"

"Purtroppo", ha proseguito Trump, "l'atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero". "Leone", ha insistito il presidente americano "dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!", ha concluso Trump. 

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Vance: "Il Vaticano si attenga delle questioni morali"

E mentre le parole di Trump hanno creato non poche frizioni nel mondo cattolico statunitense, a dargli man forte è stato, nel corso della notte italiana, il vicepresidente JD Vance, cattolico, che ha rincarato la dose affermando che il Vaticano dovrebbe "attenersi alle questioni morali" e lasciare "che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane", ha chiarito Vance, arrivato alla fede cattolica in età adulta, parlando al programma 'Special Report with Bret Baier' di Fox News. 

Vescovi Usa: "Da Trump parole denigratorie, il Papa non è un nemico"

I vescovi statunitensi hanno reagito all'attacco di Trump al Papa definendo "denigratorie" le parole con cui il presidente ha apostrofato il Pontefice. "Sono profondamente addolorato che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre", ha scritto l'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una nota. "Papa Leone non è un suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime".

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